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“La precarietà del lavoro è il cancro di questa società : sconfiggiamolo a partire dalla scuola dove lo Stato è Maestro nel non rispettare le proprie regole.â€
Da 30 anni, l'alternarsi di governi sia di destra che di sinistra ha portato avanti una politica di tagli, tesa all' impoverimento dell' istruzione, all’espulsione e alla precarizzazione dei lavoratori.
Una scuola diseducativa.
Una scuola dove manca il personale diventa inefficiente, penalizzando la crescita e formazione culturale degli studenti, mentre il personale che rimane tende ad essere autoritario. La scuola ancora oggi è autoritaria e con le riforme imposte dai vari ministri sarà ancora più difficile renderla umana. Il piccolo potere degli insegnanti ancora oggi viene rispolverato per reprimere e sottomettere il giovane e omologarlo secondo i parametri imposti da questa società che si regge sull’ingiustizia. L'antiautoritarismo nasce da un'azione di secco rifiuto dei caratteri repressivi della scuola (voti, interrogazioni, fissità al banco, chiusura nella classe, gerarchia...) e dei meccanismi di dipendenza che operano negli studenti (principio d'autorità , premio, castigo, promozione, bocciatura, selezione...).
Tagli e privatizzazioni producono una scuola sempre peggiore
La norma contenuta nelle leggi in vigore prevede la possibilità per le scuole di appaltare all'esterno i servizi di pulizia, con conseguente riduzione del 25% dei posti di collaboratore scolastico negli organici di istituto. Questa norma ha comportato in 2 anni la decurtazione di 12.792 posti di ruolo su scala nazionale, secondo dati forniti dal ministero dell'istruzione, assegnando i servizi di pulizia a cooperative. Cooperative con a capo imprenditori molto spesso senza scrupoli che speculano sugli utili dei lavoratori precari - ricattabili (sfruttamento dell'uomo sull'uomo). Questa ingiustizia azzera la dignità dell'uomo, creando un'altra gerarchia di sfruttati all'interno della scuola, col consenso dello Stato - padrone.
L’espulsione dei lavoratori dalla scuola continua
La riforma Gelmini nel piano di attuazione dei tagli, dall'art. 64 delinea la manovra finanziaria ( legge 133/'08) della riforma: in 3 anni saranno tagliati (compresi quelli programmati dal centrosinistra) 87.400 docenti e 44.500 Ata, con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 7,8 miliardi di euro. In totale saranno 42.100 in meno nel 2009-'10, nel 2010-'11, 25.560 di meno, nel 2011-'12 saranno 19.676 in meno. L'Italia è l'ultima in Europa negli investimenti per l'istruzione: il 5% del PIL, contro il 5,7 della media europea.
L’ingiustizia presente nella società si trasmette nella scuola
La filosofia libertaria, propria dell’Unione Sindacale Italia, considera la diseguaglianza sociale e la divisione classista della società il prodotto della più generale divisione gerarchica del lavoro, tra la sfera intellettuale e quella manuale, tra chi sa e chi non sa (chi sa manovra inevitabilmente chi non sa), tra chi comanda e chi ubbidisce, tra chi ingrassa e chi fatica; lo Stato alimenta e perpetua tali divisioni.
Lottiamo per una scuola non autoritaria e di futuri uomini liberi, perché come ci ha insegnato il filosofo R.Rocker, la cultura non si può creare su comando. Si crea da sé, sorge spontanea dalla necessità degli uomini e dalla loro attività sociale di collaborazione se si eliminano quegli ostacoli che si frappongono.
USI – IUR (Istruzione, Università e Ricerca) Segreteria nazionale USI - IUR : usi.al@libero.it ; cell. 3335088303 ; www.usi-ait.org SEDI U.S.I. MILANO: via Torricelli 19 (t. 02.8941532) – via treviso 33 (t. 02.89919073)
Fotocopiato in proprio, via torricelli 19, milano, 2011
Da 30 anni, l'alternarsi di governi sia di destra che di sinistra ha portato avanti una politica di tagli, tesa all' impoverimento dell' istruzione, all’espulsione e alla precarizzazione dei lavoratori.
Una scuola diseducativa.
Una scuola dove manca il personale diventa inefficiente, penalizzando la crescita e formazione culturale degli studenti, mentre il personale che rimane tende ad essere autoritario. La scuola ancora oggi è autoritaria e con le riforme imposte dai vari ministri sarà ancora più difficile renderla umana. Il piccolo potere degli insegnanti ancora oggi viene rispolverato per reprimere e sottomettere il giovane e omologarlo secondo i parametri imposti da questa società che si regge sull’ingiustizia. L'antiautoritarismo nasce da un'azione di secco rifiuto dei caratteri repressivi della scuola (voti, interrogazioni, fissità al banco, chiusura nella classe, gerarchia...) e dei meccanismi di dipendenza che operano negli studenti (principio d'autorità , premio, castigo, promozione, bocciatura, selezione...).
Tagli e privatizzazioni producono una scuola sempre peggiore
La norma contenuta nelle leggi in vigore prevede la possibilità per le scuole di appaltare all'esterno i servizi di pulizia, con conseguente riduzione del 25% dei posti di collaboratore scolastico negli organici di istituto. Questa norma ha comportato in 2 anni la decurtazione di 12.792 posti di ruolo su scala nazionale, secondo dati forniti dal ministero dell'istruzione, assegnando i servizi di pulizia a cooperative. Cooperative con a capo imprenditori molto spesso senza scrupoli che speculano sugli utili dei lavoratori precari - ricattabili (sfruttamento dell'uomo sull'uomo). Questa ingiustizia azzera la dignità dell'uomo, creando un'altra gerarchia di sfruttati all'interno della scuola, col consenso dello Stato - padrone.
L’espulsione dei lavoratori dalla scuola continua
La riforma Gelmini nel piano di attuazione dei tagli, dall'art. 64 delinea la manovra finanziaria ( legge 133/'08) della riforma: in 3 anni saranno tagliati (compresi quelli programmati dal centrosinistra) 87.400 docenti e 44.500 Ata, con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 7,8 miliardi di euro. In totale saranno 42.100 in meno nel 2009-'10, nel 2010-'11, 25.560 di meno, nel 2011-'12 saranno 19.676 in meno. L'Italia è l'ultima in Europa negli investimenti per l'istruzione: il 5% del PIL, contro il 5,7 della media europea.
L’ingiustizia presente nella società si trasmette nella scuola
La filosofia libertaria, propria dell’Unione Sindacale Italia, considera la diseguaglianza sociale e la divisione classista della società il prodotto della più generale divisione gerarchica del lavoro, tra la sfera intellettuale e quella manuale, tra chi sa e chi non sa (chi sa manovra inevitabilmente chi non sa), tra chi comanda e chi ubbidisce, tra chi ingrassa e chi fatica; lo Stato alimenta e perpetua tali divisioni.
Lottiamo per una scuola non autoritaria e di futuri uomini liberi, perché come ci ha insegnato il filosofo R.Rocker, la cultura non si può creare su comando. Si crea da sé, sorge spontanea dalla necessità degli uomini e dalla loro attività sociale di collaborazione se si eliminano quegli ostacoli che si frappongono.
USI – IUR (Istruzione, Università e Ricerca) Segreteria nazionale USI - IUR : usi.al@libero.it ; cell. 3335088303 ; www.usi-ait.org SEDI U.S.I. MILANO: via Torricelli 19 (t. 02.8941532) – via treviso 33 (t. 02.89919073)
Fotocopiato in proprio, via torricelli 19, milano, 2011





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