Quote
I padroni dell'Europa stanno decidendo del nostro futuro.
La Banca Centrale Europea, cane da guardia degli interessi della grande finanza, e il duo Sarkozy-Merkel hanno dettato a Berlusconi i sacrifici che pretendono dall'Italia. Il piccolo uomo ha colto al volo l'occasione per programmare un massacro sociale senza precedenti, i partiti di “opposizione” fanno la fila per sostituirlo nella realizzazione dell’identico programma di tagli.
Il piano del governo italiano è semplice: totale libertà di licenziamento, cassa integrazione anche nel settore pubblico, svendita ai soliti noti dei beni pubblici (e, quindi, di tutti), pensionamento a 67 anni subito e per tutti (compreso chi lavora da quando ha 16 anni), cancellazione dei contratti nazionali. Insomma il paese del bengodi per le imprese e per i ricchi; un incubo per le lavoratrici ed i lavoratori.
Già la doppia manovra di luglio-agosto aveva svuotato e sfondato le nostre tasche a
vantaggio dei banchieri, degli uomini della finanza e di quella piccola minoranza che vive di rendita sfruttando il nostro lavoro.
Adesso il governo, con l'accordo dell'opposizione, “scopre” di dover calare la mannaia sul
nostro collo in modo ancora più deciso, e nel farlo trova il plauso della Confindustria.
Bisogna essere chiari: quanto sta accadendo non avviene perché i lavoratori ed i pensionati hanno vissuto al sopra dei loro mezzi o perché la popolazione italiana ha goduto di scuole e ospedali migliori del resto del mondo.
Avviene, al contrario, perché le banche e la finanza, per anni, hanno guadagnato fior di quattrini con prestiti folli ed inesigibili, guadagni che sono finiti nelle tasche di pochi e sono serviti a comprare il silenzio interessato dei governi e della politica. Ora che il banco è saltato, con incredibile cinismo cercano di far pagare a noi le conseguenze catastrofiche dei loro errori: con la scusa della crisi, ci vogliono tagliare reddito, diritti, libertà e, come accade in Grecia, vogliono realizzare altri profitti appropriandosi delle ricchezze delle nazioni.
Noi abbiamo un'altra soluzione per evitare la macelleria sociale che ci vogliono imporre:
tassare i patrimoni di quel 10% di italiani che possiede il 64% della ricchezza
nazionale;
abbandonare i progetti di “grandi opere” (TAV, Ponte sullo Stretto) inutili e
pensate solo per finanziare gli imprenditori amici;
incentivare lavori a bassa produttività, di interesse sociale, di manutenzione
del territorio, del patrimonio artistico etc.
ritirare i soldati in missione all'estero, ridurre drasticamente la spesa militare
e abbandonare le produzioni di morte;
colpire in modo serio e rigoroso l'enorme evasione fiscale presente nel paese
rivendicare il diritto al lavoro e ad un reddito dignitoso: lavorare meno,
lavorare tutti!
NESSUNA RASSEGNAZIONE,
FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI L'HA PROVOCATA.
CUB SCUOLA UDINE
http://cubscuolaudine.wordpress.com/
La Banca Centrale Europea, cane da guardia degli interessi della grande finanza, e il duo Sarkozy-Merkel hanno dettato a Berlusconi i sacrifici che pretendono dall'Italia. Il piccolo uomo ha colto al volo l'occasione per programmare un massacro sociale senza precedenti, i partiti di “opposizione” fanno la fila per sostituirlo nella realizzazione dell’identico programma di tagli.
Il piano del governo italiano è semplice: totale libertà di licenziamento, cassa integrazione anche nel settore pubblico, svendita ai soliti noti dei beni pubblici (e, quindi, di tutti), pensionamento a 67 anni subito e per tutti (compreso chi lavora da quando ha 16 anni), cancellazione dei contratti nazionali. Insomma il paese del bengodi per le imprese e per i ricchi; un incubo per le lavoratrici ed i lavoratori.
Già la doppia manovra di luglio-agosto aveva svuotato e sfondato le nostre tasche a
vantaggio dei banchieri, degli uomini della finanza e di quella piccola minoranza che vive di rendita sfruttando il nostro lavoro.
Adesso il governo, con l'accordo dell'opposizione, “scopre” di dover calare la mannaia sul
nostro collo in modo ancora più deciso, e nel farlo trova il plauso della Confindustria.
Bisogna essere chiari: quanto sta accadendo non avviene perché i lavoratori ed i pensionati hanno vissuto al sopra dei loro mezzi o perché la popolazione italiana ha goduto di scuole e ospedali migliori del resto del mondo.
Avviene, al contrario, perché le banche e la finanza, per anni, hanno guadagnato fior di quattrini con prestiti folli ed inesigibili, guadagni che sono finiti nelle tasche di pochi e sono serviti a comprare il silenzio interessato dei governi e della politica. Ora che il banco è saltato, con incredibile cinismo cercano di far pagare a noi le conseguenze catastrofiche dei loro errori: con la scusa della crisi, ci vogliono tagliare reddito, diritti, libertà e, come accade in Grecia, vogliono realizzare altri profitti appropriandosi delle ricchezze delle nazioni.
Noi abbiamo un'altra soluzione per evitare la macelleria sociale che ci vogliono imporre:
tassare i patrimoni di quel 10% di italiani che possiede il 64% della ricchezza
nazionale;
abbandonare i progetti di “grandi opere” (TAV, Ponte sullo Stretto) inutili e
pensate solo per finanziare gli imprenditori amici;
incentivare lavori a bassa produttività, di interesse sociale, di manutenzione
del territorio, del patrimonio artistico etc.
ritirare i soldati in missione all'estero, ridurre drasticamente la spesa militare
e abbandonare le produzioni di morte;
colpire in modo serio e rigoroso l'enorme evasione fiscale presente nel paese
rivendicare il diritto al lavoro e ad un reddito dignitoso: lavorare meno,
lavorare tutti!
NESSUNA RASSEGNAZIONE,
FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI L'HA PROVOCATA.
CUB SCUOLA UDINE
http://cubscuolaudine.wordpress.com/





Help
Add Reply

MultiQuote




