Dopo Ferdinando Imposimato a Bagnaria Arsa il 10 dicembre c'è ora la possibilità di ascoltare il coautore del libro "Corruzione ad Alta Velocità. Viaggio nel Governo invisibile" (1999) cioè il giornalista Sandro Provvisionato, per riallacciare quello che è accaduto negli anni novanta a quello che sta accadendo oggi. L'appuntamento è per:
venerdì 3 febbraio alle ore 20.30
in Sala Ajace ad Udine.
Il titolo dell'iniziativa è
"Treni ad Alta velocità verso la crisi economica" (da Tangentopoli a TAV-gentopoli)
Ferdinando Imposimato, l'ex giudice, nel suo libro scrive che
"lo scandalo della Tav è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico. Esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura".
Dopo Tangentopoli,
"non è scaturita una Repubblica rinnovata ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche"
per altre informazioni: info-action.net
Tav E Corruzione
Palestina Bene Comune
StrawberryFields
- 2012-01-10 - 0 comments
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Martedì 10 Gennaio 2012 — Sala ajace
ore 20.30
Inaugurazione della mostra contro il muro dell’acqua del fotografo Bruno Zanzottera - Agenzia Parallelo Zero
Attraverso toccanti immagini, scattate durante la Carovana per l’acqua in Palestina, la mostra racconta il viaggio, gli incontri, le emozioni e la drammaticità della negazione del diritto all’acqua a cui il popolo palestinese viene quotidianamente sottoposto.
ore 21.00
Incontro con il Prof. Mazin Qumsiyeh
La resistenza popolare palestinese non violenta
Professore e ricercatore di genetica all’Università di Betlemme, dopo numerose esperienze in diverse università negli USA, diventa uno dei leader della resistenza popolare Palestinese non violenta, non aderendo a nessuno dei numerosi movimenti di liberazione palestinesi esistenti. Presenterà la sua esperienza e la sua testimonianza per una Palestina liberata dall’occupazione e dall’apartheid imposto da Israele.
Giovedì 12 Gennaio 2012 — caS*aupa
ore 20:30
Presentazione del libro: "Non ci sarà uno Stato palestinese - Diario di un negoziato in Palestina” di Zyad Clot;
Interviene Alfredo Tradardi coordinatore nazionale di ISM-Italia
L’autore ci immerge nel cuore del processo di pace, ne svela le ipocrisie, le manovre delle parti che si svolgono dietro le quinte e le rivalità interne e internazionali che contribuiscono ad alimentare il fantasma della soluzione “due Stati”. Questa testimonianza edificante, impregnata della storia personale, mostra come e perché i negoziati per la costituzione di uno Stato Palestinese sono diventati vani. Per l’ex negoziatore, una soluzione pacifica di questo conflitto non può che passare attraverso uno Stato unico all’interno del quale Palestinesi ed israeliani dovranno vivere insieme.
A seguire buffet con specialità della Palestina
Sabato 14 Gennaio 2012 — Sala ajace
ore 17.00
Presentazione di: una carovana contro il muro dell’acqua
Cinzia Thomareizis, Comitato Italiano Contratto mondiale sull’Acqua
Testimonianze dei giovani palestinesi ospiti dello Studentato internazionale di Pace della Caritas diocesana di Udine
Seguiranno testimonianze da parte dei partecipanti la Carovana, con proiezioni di foto e brevi video.
La Carovana per il diritto all’acqua, insieme ai Comitati popolari nonviolenti palestinesi, ha viaggiato dalla Valle del Giordano a Tulkarem, da Jenin a Hebron, passando per Gerusalemme e ha toccato con mano le inconcepibili violazioni del diritto all’acqua a cui sono sottoposte le comunità palestinesi. L’acqua bene comune che diventa strumento di occupazione militare. “Siate ambasciatori di ciò che vedete”: questa è la richiesta dei
Comitati palestinesi a cui si intende dare voce.
ore 19.00
Proiezione del documentario: this is my land ... Hebron
Regia: Giulia Amati, Stephen Natanson, 2010 - Durata: 72’
Il film racconta quello che in molti preferiscono non vedere, si inoltra tra le contraddizioni di uno scontro fatto di calci e sputi, selciate e insulti, bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. “This is my Land... Hebron” è un implacabile viaggio alla scoperta degli aspetti più nobili, mostruosi e contraddittori dell’animo umano. Un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi.
ore 20.30
Inaugurazione della mostra contro il muro dell’acqua del fotografo Bruno Zanzottera - Agenzia Parallelo Zero
Attraverso toccanti immagini, scattate durante la Carovana per l’acqua in Palestina, la mostra racconta il viaggio, gli incontri, le emozioni e la drammaticità della negazione del diritto all’acqua a cui il popolo palestinese viene quotidianamente sottoposto.
ore 21.00
Incontro con il Prof. Mazin Qumsiyeh
La resistenza popolare palestinese non violenta
Professore e ricercatore di genetica all’Università di Betlemme, dopo numerose esperienze in diverse università negli USA, diventa uno dei leader della resistenza popolare Palestinese non violenta, non aderendo a nessuno dei numerosi movimenti di liberazione palestinesi esistenti. Presenterà la sua esperienza e la sua testimonianza per una Palestina liberata dall’occupazione e dall’apartheid imposto da Israele.
Giovedì 12 Gennaio 2012 — caS*aupa
ore 20:30
Presentazione del libro: "Non ci sarà uno Stato palestinese - Diario di un negoziato in Palestina” di Zyad Clot;
Interviene Alfredo Tradardi coordinatore nazionale di ISM-Italia
L’autore ci immerge nel cuore del processo di pace, ne svela le ipocrisie, le manovre delle parti che si svolgono dietro le quinte e le rivalità interne e internazionali che contribuiscono ad alimentare il fantasma della soluzione “due Stati”. Questa testimonianza edificante, impregnata della storia personale, mostra come e perché i negoziati per la costituzione di uno Stato Palestinese sono diventati vani. Per l’ex negoziatore, una soluzione pacifica di questo conflitto non può che passare attraverso uno Stato unico all’interno del quale Palestinesi ed israeliani dovranno vivere insieme.
A seguire buffet con specialità della Palestina
Sabato 14 Gennaio 2012 — Sala ajace
ore 17.00
Presentazione di: una carovana contro il muro dell’acqua
Cinzia Thomareizis, Comitato Italiano Contratto mondiale sull’Acqua
Testimonianze dei giovani palestinesi ospiti dello Studentato internazionale di Pace della Caritas diocesana di Udine
Seguiranno testimonianze da parte dei partecipanti la Carovana, con proiezioni di foto e brevi video.
La Carovana per il diritto all’acqua, insieme ai Comitati popolari nonviolenti palestinesi, ha viaggiato dalla Valle del Giordano a Tulkarem, da Jenin a Hebron, passando per Gerusalemme e ha toccato con mano le inconcepibili violazioni del diritto all’acqua a cui sono sottoposte le comunità palestinesi. L’acqua bene comune che diventa strumento di occupazione militare. “Siate ambasciatori di ciò che vedete”: questa è la richiesta dei
Comitati palestinesi a cui si intende dare voce.
ore 19.00
Proiezione del documentario: this is my land ... Hebron
Regia: Giulia Amati, Stephen Natanson, 2010 - Durata: 72’
Il film racconta quello che in molti preferiscono non vedere, si inoltra tra le contraddizioni di uno scontro fatto di calci e sputi, selciate e insulti, bambini contro bambini, donne contro donne, famiglie contro famiglie. “This is my Land... Hebron” è un implacabile viaggio alla scoperta degli aspetti più nobili, mostruosi e contraddittori dell’animo umano. Un folgorante ritratto di una terra santa e maledetta, promessa e contesa da troppi.
via http://www.ism-itali...bene-comune.pdf
-----------------
PS. Polemiche furibonde da parte dei filo-Israeliani...e te pareva! (articoli su MV e Gazzettino)
Udine/ Pignarul 6 Gennaio 2012
chicco
- 2012-01-03 - 6 comments
da info-action.net
al link mappa con le indicazioni stradali
per favore usare lo sparamail ;)
al link mappa con le indicazioni stradali
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Udine Venerdì 6 gennaio
a partire dalla ore 17.00
Nell' ex Caserma Osoppo
in Via Brigata Re (laterale di Via Cividale)
Accensione del falò alle ore 18.00
Istruzioni. Attenzione che in Via Cividale ci sono varie caserme. Via Brigata Re è sulla sinistra proprio di fronte ad un cancello della caserma che costeggia via Cividale sulla destra. Per chi arriva da Viale Trieste andare oltre il passaggio a livello ed oltre l'incrocio con il cavalcavia Simonetti.
a partire dalla ore 17.00
Nell' ex Caserma Osoppo
in Via Brigata Re (laterale di Via Cividale)
Accensione del falò alle ore 18.00
Istruzioni. Attenzione che in Via Cividale ci sono varie caserme. Via Brigata Re è sulla sinistra proprio di fronte ad un cancello della caserma che costeggia via Cividale sulla destra. Per chi arriva da Viale Trieste andare oltre il passaggio a livello ed oltre l'incrocio con il cavalcavia Simonetti.
per favore usare lo sparamail ;)
Giovedì 22 Dicembre: Incontro Del Movimento Studentesco
ambra
- 2011-12-20 - 0 comments
Giovedì 22 Dicembre alle ore 13:30 ritrovo all'ex bar Cantuccio in via Baldissera: pranzo assieme (magari ordiniamo una pizza) e riunione per discutere su:
-l'AntiNatale: festa per la sera del 25 dicembre
-il pignarul in preparazione per il 6 gennaio
-la "giornata mondiale delle assemblee popolari" del 14 gennaio.
-altre eventuali proposte
Vi aspettiamo! :)
-l'AntiNatale: festa per la sera del 25 dicembre
-il pignarul in preparazione per il 6 gennaio
-la "giornata mondiale delle assemblee popolari" del 14 gennaio.
-altre eventuali proposte
Vi aspettiamo! :)
Sciopero Generale 27 Gennaio Con Manifestazione Nazionale A Roma
chicco
- 2011-12-19 - 0 comments
da italy.indymedia.org
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USB, SLAI COBAS, CIB-UNICOBAS, SNATER, USI e SICOBAS hanno indetto lo Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private per intera giornata del 27 gennaio 2012 con Manifestazione nazionale a Roma.
Lo sciopero generale è indetto:
- contro il governo Monti che conferma le precedenti manovre, colpisce l'intero sistema pensionistico e il livello di vivibilità economica dei pensionati, riduce il potere d'acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'IVA, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina e l'adozione dell'ICI sulla prima casa;
- contro le politiche ispirate dall'unione europea e condivise dai vari governi, che tutelano gli interessi del grande capitale bancario, finanziario ed economico, scaricando i costi della crisi capitalista sui lavoratori e sulle fasce di popolazione più disagiata;
- contro le precedenti manovre del governo Berlusconi che complessivamente prevedono misure su licenziamenti, privatizzazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori privati e del personale del pubblico impiego e della scuola (anche con l'accorpamento selvaggio degli istituti), compresa la riduzione del personale, la cassa-integrazione, la mobilità obbligatoria, la possibilità di licenziare e il blocco dei contratti, contro la riforma scolastica del Ministro Gelmini;
- contro le politiche del "piano Marchionne", le delocalizzazioni e la deindustrializzazione in atto, l'estensione dell'accordo Pomigliano in tutto il gruppo Fiat e nelle aziende metalmeccaniche collegate, la cancellazione del contratto nazionale e la svolta autoritaria in atto nelle relazioni sindacali;
- contro il patto sociale e l'attacco ai diritti dei Lavoratori;
- contro l'accordo del 28 giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, ratificato il 21 settembre scorso che ha aperto la strada all'art. 8 della manovra del governo e alla cancellazione dei contratti nazionali;
- per la piena applicazione delle misure di tutela su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
USB - SLAI COBAS - CIB-UNICOBAS - SNATER - USI - SICOBAS
Lo sciopero generale è indetto:
- contro il governo Monti che conferma le precedenti manovre, colpisce l'intero sistema pensionistico e il livello di vivibilità economica dei pensionati, riduce il potere d'acquisto dei salari attraverso l'aumento dell'IVA, dell'Irpef locale, dei ticket sanitari, delle accise sulla benzina e l'adozione dell'ICI sulla prima casa;
- contro le politiche ispirate dall'unione europea e condivise dai vari governi, che tutelano gli interessi del grande capitale bancario, finanziario ed economico, scaricando i costi della crisi capitalista sui lavoratori e sulle fasce di popolazione più disagiata;
- contro le precedenti manovre del governo Berlusconi che complessivamente prevedono misure su licenziamenti, privatizzazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori privati e del personale del pubblico impiego e della scuola (anche con l'accorpamento selvaggio degli istituti), compresa la riduzione del personale, la cassa-integrazione, la mobilità obbligatoria, la possibilità di licenziare e il blocco dei contratti, contro la riforma scolastica del Ministro Gelmini;
- contro le politiche del "piano Marchionne", le delocalizzazioni e la deindustrializzazione in atto, l'estensione dell'accordo Pomigliano in tutto il gruppo Fiat e nelle aziende metalmeccaniche collegate, la cancellazione del contratto nazionale e la svolta autoritaria in atto nelle relazioni sindacali;
- contro il patto sociale e l'attacco ai diritti dei Lavoratori;
- contro l'accordo del 28 giugno 2011 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, ratificato il 21 settembre scorso che ha aperto la strada all'art. 8 della manovra del governo e alla cancellazione dei contratti nazionali;
- per la piena applicazione delle misure di tutela su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
USB - SLAI COBAS - CIB-UNICOBAS - SNATER - USI - SICOBAS
Incontro Nazionale Delle Studentesse E Degli Studenti Anarchici E Libertari
chicco
- 2011-12-14 - 0 comments
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Incontro nazionale delle studentesse e degli studenti anarchici e libertari
17 -18 dicembre 2011 – Bologna, Circolo Anarchico Berneri, piazza di Porta Santo Stefano, 1
Dalle ore 10 di sabato 17 dicembreSiamo anarchiche e anarchici di varie località, impegnati nei movimenti studenteschi che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Questi periodi di intensa mobilitazione nelle scuole e nelle università, hanno infatti visto anche lo sviluppo di un intervento libertario nel movimento, da parte di singoli compagni e compagne come da parte di collettivi o gruppi.
E’ da alcuni di questi che nasce l’esigenza di stabilire contatti, creare solidarietà, aprire un dibattito comune, cercare momenti di coordinazione, ma innanzitutto conoscersi.Da qui nasce l’incontro nazionale delle studentesse e degli studenti anarchici a Bologna.
L’incontro sarà un’occasione per i collettivi ed i gruppi, come per i singoli compagni, di presentare la propria realtà ed iniziare a costruire dei contatti più solidi a livello nazionale. In particolare l’intenzione è quella di creare un momento di dibattito specifico sulle prospettive di un intervento anarchico e libertario nella scuola e nell’università. Per questo riteniamo importante anche confrontare letture e riflessioni sulle mobilitazioni studentesche degli ultimi anni. Mobilitazioni intense e di grande partecipazione, che però si sono sempre mantenute sul piano della semplice opposizione studentesca a singoli decreti o riforme, senza peraltro riuscire ad ottenere alcun risultato.
Questo appuntamento vuole essere un momento di confronto reale sulle rispettive esperienze locali, sul movimento studentesco, su possibili prospettive comuni.
Dopo le mobilitazioni studentesche degli ultimi anni, di fronte agli attacchi sempre più duri da parte dei governi e dei padroni agli studenti, ai lavoratori, ai precari, ai migranti, ai disoccupati, pensiamo che ora più che mai sia necessario costruire questi spazi di dibattito.
Invitiamo a partecipare tutte le compagne ed i compagni, tutti i collettivi ed i gruppi interessati.
potete contattarci scrivendoci a studentianarchici @ autistici.org
Student* anarchic*
17 -18 dicembre 2011 – Bologna, Circolo Anarchico Berneri, piazza di Porta Santo Stefano, 1
Dalle ore 10 di sabato 17 dicembreSiamo anarchiche e anarchici di varie località, impegnati nei movimenti studenteschi che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Questi periodi di intensa mobilitazione nelle scuole e nelle università, hanno infatti visto anche lo sviluppo di un intervento libertario nel movimento, da parte di singoli compagni e compagne come da parte di collettivi o gruppi.
E’ da alcuni di questi che nasce l’esigenza di stabilire contatti, creare solidarietà, aprire un dibattito comune, cercare momenti di coordinazione, ma innanzitutto conoscersi.Da qui nasce l’incontro nazionale delle studentesse e degli studenti anarchici a Bologna.
L’incontro sarà un’occasione per i collettivi ed i gruppi, come per i singoli compagni, di presentare la propria realtà ed iniziare a costruire dei contatti più solidi a livello nazionale. In particolare l’intenzione è quella di creare un momento di dibattito specifico sulle prospettive di un intervento anarchico e libertario nella scuola e nell’università. Per questo riteniamo importante anche confrontare letture e riflessioni sulle mobilitazioni studentesche degli ultimi anni. Mobilitazioni intense e di grande partecipazione, che però si sono sempre mantenute sul piano della semplice opposizione studentesca a singoli decreti o riforme, senza peraltro riuscire ad ottenere alcun risultato.
Questo appuntamento vuole essere un momento di confronto reale sulle rispettive esperienze locali, sul movimento studentesco, su possibili prospettive comuni.
Dopo le mobilitazioni studentesche degli ultimi anni, di fronte agli attacchi sempre più duri da parte dei governi e dei padroni agli studenti, ai lavoratori, ai precari, ai migranti, ai disoccupati, pensiamo che ora più che mai sia necessario costruire questi spazi di dibattito.
Invitiamo a partecipare tutte le compagne ed i compagni, tutti i collettivi ed i gruppi interessati.
potete contattarci scrivendoci a studentianarchici @ autistici.org
Student* anarchic*
Per chi fosse interessato da Udine e dintorni, contatti collettivo_makhno@yahoo.it
Occupata Anche La Facolt Di Lettere A Ljubljana
BeneBene
- 2011-11-25 - 0 comments
La protesta a Ljubljana continua da ormai 42 giorni.
Tutto è iniziato con l'occupazione della piazza della Borsa il 15 ottobre e da mercoledì scorso (23.11.11) è stata occupata anche la facoltà di Lettere.
http://affinitaliber...dopo-42-giorni/
http://affinitaliber...onte-orientale/
(è probabile ci sia un problema tecnico per cui momentaneamente i link potrebbero non funzionare, in caso basta andare nella home per accedere a entrambi gli articoli).
ciao
http://lh5.ggpht.com...40/_MG_6436.jpg
Tutto è iniziato con l'occupazione della piazza della Borsa il 15 ottobre e da mercoledì scorso (23.11.11) è stata occupata anche la facoltà di Lettere.
http://affinitaliber...dopo-42-giorni/
http://affinitaliber...onte-orientale/
(è probabile ci sia un problema tecnico per cui momentaneamente i link potrebbero non funzionare, in caso basta andare nella home per accedere a entrambi gli articoli).
ciao
http://lh5.ggpht.com...40/_MG_6436.jpg
Wi-Fi Gratis Nel Comune Di Udine
chicco
- 2011-11-16 - 0 comments
Postiamo anche qua la notizia di un servizio interessante.
In centro a Udine il comune ha messo a disposizione due punti di Wi-Fi gratis (in piazza Libertà e in piazza XX settembre).
Da QUI i semplici passi da seguire per poter accedere al servizio.
Connettersi in piazza XX Settembre
Puoi connetterti con qualunque dispositivo WiFi (notebook, cellulare, palmare, ecc.): il servizio offerto dal Comune ti permette di navigare nell'area di Piazza XX Settembre gratuitamente e senza limiti di tempo.
Per connetterti
Configura le impostazioni di rete del tuo dispositivo e connettiti
Visualizzerai la rete @FREE_LUNA_UDINE: selezionala come rete d’accesso
Apri il browser: apparirà la pagina di login/registrazione
guarda il video per la connessione
Per registrarti
Clicca su “registrati” e segui la procedura automatica
Riceverai immediatamente un SMS con username e password
Se il tuo cellulare non è italiano, la registrazione può essere effettuata solo con carta di credito e ha un costo di 1 € (iva inclusa) per spese di gestione e-banking.
registrazione
Ora sei pronto per accedere gratuitamente alla rete ogni volta che vuoi!
Per navigare
D'ora in poi, dopo il login, puoi navigare liberamente in internet 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Puoi anche “vedere” e farti “vedere” dalle altre persone connesse, consultarne il profilo e inviare messaggi testuali.
Puoi usare qualsiasi browser per Windows, Linux e MAC.
Alcuni aggiornamenti di Windows 2007 necessitano la configurazione del DNS manualmente
Nota Bene
Per motivi di sicurezza, la navigazione sarà saltuariamente interrotta; per riprendere a navigare, dovrai semplicemente loggarti di nuovo.
Per il valore sociale della libertà di accesso all’informazione, la rete di Piazza XX Settembre limita l’uso di software (es: applicazioni di scambio file peer to peer) il cui utilizzo potrebbe compromettere la qualità del servizio a scapito degli altri utenti connessi.
La connessione all'interno dei locali circostanti la Piazza è legata a caratteristiche e fattori tecnici non direttamente governabili dal gestore di rete.
Connettersi in piazza della Libertà (*)
Puoi connetterti con qualunque dispositivo WiFi (notebook, cellulare, palmare, ecc.): il servizio ti permette di navigare nell'area di Piazza Libertà gratuitamente per 2 ore al giorno
Per connetterti
Configura le impostazioni di rete del tuo dispositivo
Selezione la rete W150 Udine come rete d’accesso
Fai doppio clic o "connetti"
Apri il browser: apparirà la pagina di login/registrazione
Per registrarti
La prima volta che fai il login ti verranno richieste alcune informazioni e il numero di cellulare che corrisponderà anche al "nome utente"
Completata la registrazione, ti verrà richiesto di telefonare per il rilascio della password.
(*) Progetto realizzato nell'ambito dell'iniziativa "Sveglia Italia!" promossa da Wired.it
Free WiFi Zone è un progetto dell'Assessorato all'Innovazione ed e-Government
In centro a Udine il comune ha messo a disposizione due punti di Wi-Fi gratis (in piazza Libertà e in piazza XX settembre).
Da QUI i semplici passi da seguire per poter accedere al servizio.
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Connettersi in piazza XX Settembre
Puoi connetterti con qualunque dispositivo WiFi (notebook, cellulare, palmare, ecc.): il servizio offerto dal Comune ti permette di navigare nell'area di Piazza XX Settembre gratuitamente e senza limiti di tempo.
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D'ora in poi, dopo il login, puoi navigare liberamente in internet 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Puoi anche “vedere” e farti “vedere” dalle altre persone connesse, consultarne il profilo e inviare messaggi testuali.
Puoi usare qualsiasi browser per Windows, Linux e MAC.
Alcuni aggiornamenti di Windows 2007 necessitano la configurazione del DNS manualmente
Nota Bene
Per motivi di sicurezza, la navigazione sarà saltuariamente interrotta; per riprendere a navigare, dovrai semplicemente loggarti di nuovo.
Per il valore sociale della libertà di accesso all’informazione, la rete di Piazza XX Settembre limita l’uso di software (es: applicazioni di scambio file peer to peer) il cui utilizzo potrebbe compromettere la qualità del servizio a scapito degli altri utenti connessi.
La connessione all'interno dei locali circostanti la Piazza è legata a caratteristiche e fattori tecnici non direttamente governabili dal gestore di rete.
Connettersi in piazza della Libertà (*)
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Completata la registrazione, ti verrà richiesto di telefonare per il rilascio della password.
(*) Progetto realizzato nell'ambito dell'iniziativa "Sveglia Italia!" promossa da Wired.it
Free WiFi Zone è un progetto dell'Assessorato all'Innovazione ed e-Government
Presidio Piazza Libert , Giovedi 17 Novembre - Udine
chicco
- 2011-11-16 - 0 comments
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Il 17 novembre 2011, nella giornata internazionale del diritto allo studio, il Movimento Studentesco di Udine organizza un presidio in piazza Libertà a partire dalle ore 15 in poi.
Spazio per dibattiti, musica, interventi al microfono, merenda in piazza (porta quello che vorresti trovare).
Giovedì 24 novembre alle ore 15.00 è organizzata un'assemblea pubblica studentesca presso l'ex-bar Cantuccio in via Baldissera 30 per parlare di tematiche studentesce e delle prossime iniziative.
Stay tuned!
Spazio per dibattiti, musica, interventi al microfono, merenda in piazza (porta quello che vorresti trovare).
Giovedì 24 novembre alle ore 15.00 è organizzata un'assemblea pubblica studentesca presso l'ex-bar Cantuccio in via Baldissera 30 per parlare di tematiche studentesce e delle prossime iniziative.
Stay tuned!
Iniziativa 17/11 Biennale Di Venezia
Betta
- 2011-11-15 - 11 comments
Giovedì 17 novembre alle ore 11.
Ritrovo davanti alla Biennale d'Arte (Giardini della Biennale), Venezia.
Dopo #occupyvenice, abbiamo deciso di prendere lo spazio della Biennale per dare vita all'iniziativa/performance #OCCUPYTHEWORLD. Davanti ad alcuni padiglioni si terranno performance ed "installazioni" informative che faranno riferimento ad tutti i movimenti #occupy (e non solo) che stanno avendo luogo nei vari Paesi del mondo. Iniziativa simbolica di solidarietà, di unione, di dissenso, di movimento, di indignazione, di incazzatura e sostanzialmente di tutto quello che volete.
E' stato scelta la Biennale, nella giornata internazionale per il Diritto allo Studio, anche per rivendicare il diritto alla cultura e all'arte, un mondo artistico incastrato negli stessi schemi ipocriti, artistoidi, radicalchic che non sono poi così diversi da quelli degli economisti, dei finanzieri e dei politici. Basti pensare alla ghettizzazione del mondo dell'arte, allo sfruttamento degli stagisti, ai biglietti-furto da 11€ (ridotti) per gli studenti eccetera eccetera eccetera.
Per tutti questi motivi che sto spiegando veramente male ma che voi capite bene, noi la Biennale ce la vedremo gratis! Yuhuuu!
So che c'è corteo a Udine quel giorno, ma se qualcuno ha voglia di vedersi i padiglioni di Giardini questa è una bella occasione di farlo gratis, di farlo occupando, di farlo con tanta gente simpatica tipo me.
Se volete scendere e avete bisogno di un contatto a Venezia mandatemi un messaggio privato, vi scrivo il mio numero di telefono, possiamo organizzarci per trovarci da qualche parte e poi andare assieme!
Ritrovo davanti alla Biennale d'Arte (Giardini della Biennale), Venezia.
Dopo #occupyvenice, abbiamo deciso di prendere lo spazio della Biennale per dare vita all'iniziativa/performance #OCCUPYTHEWORLD. Davanti ad alcuni padiglioni si terranno performance ed "installazioni" informative che faranno riferimento ad tutti i movimenti #occupy (e non solo) che stanno avendo luogo nei vari Paesi del mondo. Iniziativa simbolica di solidarietà, di unione, di dissenso, di movimento, di indignazione, di incazzatura e sostanzialmente di tutto quello che volete.
E' stato scelta la Biennale, nella giornata internazionale per il Diritto allo Studio, anche per rivendicare il diritto alla cultura e all'arte, un mondo artistico incastrato negli stessi schemi ipocriti, artistoidi, radicalchic che non sono poi così diversi da quelli degli economisti, dei finanzieri e dei politici. Basti pensare alla ghettizzazione del mondo dell'arte, allo sfruttamento degli stagisti, ai biglietti-furto da 11€ (ridotti) per gli studenti eccetera eccetera eccetera.
Per tutti questi motivi che sto spiegando veramente male ma che voi capite bene, noi la Biennale ce la vedremo gratis! Yuhuuu!
So che c'è corteo a Udine quel giorno, ma se qualcuno ha voglia di vedersi i padiglioni di Giardini questa è una bella occasione di farlo gratis, di farlo occupando, di farlo con tanta gente simpatica tipo me.
Se volete scendere e avete bisogno di un contatto a Venezia mandatemi un messaggio privato, vi scrivo il mio numero di telefono, possiamo organizzarci per trovarci da qualche parte e poi andare assieme!
"la Precariet Del Lavoro È Il Cancro Di Questa Societ "
chicco
- 2011-11-15 - 0 comments
riceviamo e pubblichiamo
Quote
“La precarietà del lavoro è il cancro di questa società: sconfiggiamolo a partire dalla scuola dove lo Stato è Maestro nel non rispettare le proprie regole.”
Da 30 anni, l'alternarsi di governi sia di destra che di sinistra ha portato avanti una politica di tagli, tesa all' impoverimento dell' istruzione, all’espulsione e alla precarizzazione dei lavoratori.
Una scuola diseducativa.
Una scuola dove manca il personale diventa inefficiente, penalizzando la crescita e formazione culturale degli studenti, mentre il personale che rimane tende ad essere autoritario. La scuola ancora oggi è autoritaria e con le riforme imposte dai vari ministri sarà ancora più difficile renderla umana. Il piccolo potere degli insegnanti ancora oggi viene rispolverato per reprimere e sottomettere il giovane e omologarlo secondo i parametri imposti da questa società che si regge sull’ingiustizia. L'antiautoritarismo nasce da un'azione di secco rifiuto dei caratteri repressivi della scuola (voti, interrogazioni, fissità al banco, chiusura nella classe, gerarchia...) e dei meccanismi di dipendenza che operano negli studenti (principio d'autorità, premio, castigo, promozione, bocciatura, selezione...).
Tagli e privatizzazioni producono una scuola sempre peggiore
La norma contenuta nelle leggi in vigore prevede la possibilità per le scuole di appaltare all'esterno i servizi di pulizia, con conseguente riduzione del 25% dei posti di collaboratore scolastico negli organici di istituto. Questa norma ha comportato in 2 anni la decurtazione di 12.792 posti di ruolo su scala nazionale, secondo dati forniti dal ministero dell'istruzione, assegnando i servizi di pulizia a cooperative. Cooperative con a capo imprenditori molto spesso senza scrupoli che speculano sugli utili dei lavoratori precari - ricattabili (sfruttamento dell'uomo sull'uomo). Questa ingiustizia azzera la dignità dell'uomo, creando un'altra gerarchia di sfruttati all'interno della scuola, col consenso dello Stato - padrone.
L’espulsione dei lavoratori dalla scuola continua
La riforma Gelmini nel piano di attuazione dei tagli, dall'art. 64 delinea la manovra finanziaria ( legge 133/'08) della riforma: in 3 anni saranno tagliati (compresi quelli programmati dal centrosinistra) 87.400 docenti e 44.500 Ata, con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 7,8 miliardi di euro. In totale saranno 42.100 in meno nel 2009-'10, nel 2010-'11, 25.560 di meno, nel 2011-'12 saranno 19.676 in meno. L'Italia è l'ultima in Europa negli investimenti per l'istruzione: il 5% del PIL, contro il 5,7 della media europea.
L’ingiustizia presente nella società si trasmette nella scuola
La filosofia libertaria, propria dell’Unione Sindacale Italia, considera la diseguaglianza sociale e la divisione classista della società il prodotto della più generale divisione gerarchica del lavoro, tra la sfera intellettuale e quella manuale, tra chi sa e chi non sa (chi sa manovra inevitabilmente chi non sa), tra chi comanda e chi ubbidisce, tra chi ingrassa e chi fatica; lo Stato alimenta e perpetua tali divisioni.
Lottiamo per una scuola non autoritaria e di futuri uomini liberi, perché come ci ha insegnato il filosofo R.Rocker, la cultura non si può creare su comando. Si crea da sé, sorge spontanea dalla necessità degli uomini e dalla loro attività sociale di collaborazione se si eliminano quegli ostacoli che si frappongono.
USI – IUR (Istruzione, Università e Ricerca) Segreteria nazionale USI - IUR : usi.al@libero.it ; cell. 3335088303 ; www.usi-ait.org SEDI U.S.I. MILANO: via Torricelli 19 (t. 02.8941532) – via treviso 33 (t. 02.89919073)
Fotocopiato in proprio, via torricelli 19, milano, 2011
Da 30 anni, l'alternarsi di governi sia di destra che di sinistra ha portato avanti una politica di tagli, tesa all' impoverimento dell' istruzione, all’espulsione e alla precarizzazione dei lavoratori.
Una scuola diseducativa.
Una scuola dove manca il personale diventa inefficiente, penalizzando la crescita e formazione culturale degli studenti, mentre il personale che rimane tende ad essere autoritario. La scuola ancora oggi è autoritaria e con le riforme imposte dai vari ministri sarà ancora più difficile renderla umana. Il piccolo potere degli insegnanti ancora oggi viene rispolverato per reprimere e sottomettere il giovane e omologarlo secondo i parametri imposti da questa società che si regge sull’ingiustizia. L'antiautoritarismo nasce da un'azione di secco rifiuto dei caratteri repressivi della scuola (voti, interrogazioni, fissità al banco, chiusura nella classe, gerarchia...) e dei meccanismi di dipendenza che operano negli studenti (principio d'autorità, premio, castigo, promozione, bocciatura, selezione...).
Tagli e privatizzazioni producono una scuola sempre peggiore
La norma contenuta nelle leggi in vigore prevede la possibilità per le scuole di appaltare all'esterno i servizi di pulizia, con conseguente riduzione del 25% dei posti di collaboratore scolastico negli organici di istituto. Questa norma ha comportato in 2 anni la decurtazione di 12.792 posti di ruolo su scala nazionale, secondo dati forniti dal ministero dell'istruzione, assegnando i servizi di pulizia a cooperative. Cooperative con a capo imprenditori molto spesso senza scrupoli che speculano sugli utili dei lavoratori precari - ricattabili (sfruttamento dell'uomo sull'uomo). Questa ingiustizia azzera la dignità dell'uomo, creando un'altra gerarchia di sfruttati all'interno della scuola, col consenso dello Stato - padrone.
L’espulsione dei lavoratori dalla scuola continua
La riforma Gelmini nel piano di attuazione dei tagli, dall'art. 64 delinea la manovra finanziaria ( legge 133/'08) della riforma: in 3 anni saranno tagliati (compresi quelli programmati dal centrosinistra) 87.400 docenti e 44.500 Ata, con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 7,8 miliardi di euro. In totale saranno 42.100 in meno nel 2009-'10, nel 2010-'11, 25.560 di meno, nel 2011-'12 saranno 19.676 in meno. L'Italia è l'ultima in Europa negli investimenti per l'istruzione: il 5% del PIL, contro il 5,7 della media europea.
L’ingiustizia presente nella società si trasmette nella scuola
La filosofia libertaria, propria dell’Unione Sindacale Italia, considera la diseguaglianza sociale e la divisione classista della società il prodotto della più generale divisione gerarchica del lavoro, tra la sfera intellettuale e quella manuale, tra chi sa e chi non sa (chi sa manovra inevitabilmente chi non sa), tra chi comanda e chi ubbidisce, tra chi ingrassa e chi fatica; lo Stato alimenta e perpetua tali divisioni.
Lottiamo per una scuola non autoritaria e di futuri uomini liberi, perché come ci ha insegnato il filosofo R.Rocker, la cultura non si può creare su comando. Si crea da sé, sorge spontanea dalla necessità degli uomini e dalla loro attività sociale di collaborazione se si eliminano quegli ostacoli che si frappongono.
USI – IUR (Istruzione, Università e Ricerca) Segreteria nazionale USI - IUR : usi.al@libero.it ; cell. 3335088303 ; www.usi-ait.org SEDI U.S.I. MILANO: via Torricelli 19 (t. 02.8941532) – via treviso 33 (t. 02.89919073)
Fotocopiato in proprio, via torricelli 19, milano, 2011
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chicco
- 2011-11-11 - 0 comments
Sciopero Del 17 Novembre-Cub
chicco
- 2011-11-08 - 0 comments
riceviamo e pubblichiamo
Quote
I padroni dell'Europa stanno decidendo del nostro futuro.
La Banca Centrale Europea, cane da guardia degli interessi della grande finanza, e il duo Sarkozy-Merkel hanno dettato a Berlusconi i sacrifici che pretendono dall'Italia. Il piccolo uomo ha colto al volo l'occasione per programmare un massacro sociale senza precedenti, i partiti di “opposizione” fanno la fila per sostituirlo nella realizzazione dell’identico programma di tagli.
Il piano del governo italiano è semplice: totale libertà di licenziamento, cassa integrazione anche nel settore pubblico, svendita ai soliti noti dei beni pubblici (e, quindi, di tutti), pensionamento a 67 anni subito e per tutti (compreso chi lavora da quando ha 16 anni), cancellazione dei contratti nazionali. Insomma il paese del bengodi per le imprese e per i ricchi; un incubo per le lavoratrici ed i lavoratori.
Già la doppia manovra di luglio-agosto aveva svuotato e sfondato le nostre tasche a
vantaggio dei banchieri, degli uomini della finanza e di quella piccola minoranza che vive di rendita sfruttando il nostro lavoro.
Adesso il governo, con l'accordo dell'opposizione, “scopre” di dover calare la mannaia sul
nostro collo in modo ancora più deciso, e nel farlo trova il plauso della Confindustria.
Bisogna essere chiari: quanto sta accadendo non avviene perché i lavoratori ed i pensionati hanno vissuto al sopra dei loro mezzi o perché la popolazione italiana ha goduto di scuole e ospedali migliori del resto del mondo.
Avviene, al contrario, perché le banche e la finanza, per anni, hanno guadagnato fior di quattrini con prestiti folli ed inesigibili, guadagni che sono finiti nelle tasche di pochi e sono serviti a comprare il silenzio interessato dei governi e della politica. Ora che il banco è saltato, con incredibile cinismo cercano di far pagare a noi le conseguenze catastrofiche dei loro errori: con la scusa della crisi, ci vogliono tagliare reddito, diritti, libertà e, come accade in Grecia, vogliono realizzare altri profitti appropriandosi delle ricchezze delle nazioni.
Noi abbiamo un'altra soluzione per evitare la macelleria sociale che ci vogliono imporre:
tassare i patrimoni di quel 10% di italiani che possiede il 64% della ricchezza
nazionale;
abbandonare i progetti di “grandi opere” (TAV, Ponte sullo Stretto) inutili e
pensate solo per finanziare gli imprenditori amici;
incentivare lavori a bassa produttività, di interesse sociale, di manutenzione
del territorio, del patrimonio artistico etc.
ritirare i soldati in missione all'estero, ridurre drasticamente la spesa militare
e abbandonare le produzioni di morte;
colpire in modo serio e rigoroso l'enorme evasione fiscale presente nel paese
rivendicare il diritto al lavoro e ad un reddito dignitoso: lavorare meno,
lavorare tutti!
NESSUNA RASSEGNAZIONE,
FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI L'HA PROVOCATA.
CUB SCUOLA UDINE
http://cubscuolaudine.wordpress.com/
La Banca Centrale Europea, cane da guardia degli interessi della grande finanza, e il duo Sarkozy-Merkel hanno dettato a Berlusconi i sacrifici che pretendono dall'Italia. Il piccolo uomo ha colto al volo l'occasione per programmare un massacro sociale senza precedenti, i partiti di “opposizione” fanno la fila per sostituirlo nella realizzazione dell’identico programma di tagli.
Il piano del governo italiano è semplice: totale libertà di licenziamento, cassa integrazione anche nel settore pubblico, svendita ai soliti noti dei beni pubblici (e, quindi, di tutti), pensionamento a 67 anni subito e per tutti (compreso chi lavora da quando ha 16 anni), cancellazione dei contratti nazionali. Insomma il paese del bengodi per le imprese e per i ricchi; un incubo per le lavoratrici ed i lavoratori.
Già la doppia manovra di luglio-agosto aveva svuotato e sfondato le nostre tasche a
vantaggio dei banchieri, degli uomini della finanza e di quella piccola minoranza che vive di rendita sfruttando il nostro lavoro.
Adesso il governo, con l'accordo dell'opposizione, “scopre” di dover calare la mannaia sul
nostro collo in modo ancora più deciso, e nel farlo trova il plauso della Confindustria.
Bisogna essere chiari: quanto sta accadendo non avviene perché i lavoratori ed i pensionati hanno vissuto al sopra dei loro mezzi o perché la popolazione italiana ha goduto di scuole e ospedali migliori del resto del mondo.
Avviene, al contrario, perché le banche e la finanza, per anni, hanno guadagnato fior di quattrini con prestiti folli ed inesigibili, guadagni che sono finiti nelle tasche di pochi e sono serviti a comprare il silenzio interessato dei governi e della politica. Ora che il banco è saltato, con incredibile cinismo cercano di far pagare a noi le conseguenze catastrofiche dei loro errori: con la scusa della crisi, ci vogliono tagliare reddito, diritti, libertà e, come accade in Grecia, vogliono realizzare altri profitti appropriandosi delle ricchezze delle nazioni.
Noi abbiamo un'altra soluzione per evitare la macelleria sociale che ci vogliono imporre:
tassare i patrimoni di quel 10% di italiani che possiede il 64% della ricchezza
nazionale;
abbandonare i progetti di “grandi opere” (TAV, Ponte sullo Stretto) inutili e
pensate solo per finanziare gli imprenditori amici;
incentivare lavori a bassa produttività, di interesse sociale, di manutenzione
del territorio, del patrimonio artistico etc.
ritirare i soldati in missione all'estero, ridurre drasticamente la spesa militare
e abbandonare le produzioni di morte;
colpire in modo serio e rigoroso l'enorme evasione fiscale presente nel paese
rivendicare il diritto al lavoro e ad un reddito dignitoso: lavorare meno,
lavorare tutti!
NESSUNA RASSEGNAZIONE,
FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI L'HA PROVOCATA.
CUB SCUOLA UDINE
http://cubscuolaudine.wordpress.com/
Assemblea Cittadina In Piazza
Kaso
- 2011-11-07 - 0 comments
indignati, incazzati, studenti, occupanti, occupati, disoccupati, pensionati...
tutti in piazza con una sedia e una scopa per pensare a come spazzare via questi governi e la loro crisi, assemblea pubblica cittadina venerdi 11 dalle 17:30 in piazza Libertà, e dato che avremo molte cose da dirci e sarà lunga, non lasciare a casa la tenda!
spargi la voce
ASSEMBLEA IN PIAZZA è su facebook
tutti in piazza con una sedia e una scopa per pensare a come spazzare via questi governi e la loro crisi, assemblea pubblica cittadina venerdi 11 dalle 17:30 in piazza Libertà, e dato che avremo molte cose da dirci e sarà lunga, non lasciare a casa la tenda!
spargi la voce
ASSEMBLEA IN PIAZZA è su facebook
Ci Hanno Buttato Fuori Dalle Scuole: Ora Ci Prendiamo La Citta’!
chicco
- 2011-10-31 - 0 comments
Comunicato degli studenti delle scuole di Trieste che dal 28 ottobre stanno occupando piazza Unità.
Piena solidarietà degli studenti di Udine!
da occupytrieste.altervista.org
Piena solidarietà degli studenti di Udine!
da occupytrieste.altervista.org
Quote
CI HANNO BUTTATO FUORI DALLE SCUOLE: ORA CI PRENDIAMO LA CITTA’!
Gli studenti, dopo la giornata partecipata del 7 ottobre, dopo aver autorganizzato pullman diretti a Roma per la giornata internazionale di protesta del 15 ottobre contro la dittatura della finanza, hanno deciso di continuare a manifestare occupando le scuole della città. Un mese di assemblee di centinaia e centinaia di studenti coordinate tra i vari istituti, assemblee interne ad ogni scuola, in cui gli studenti hanno producono documenti e piattaforme rivendicative. Gli studenti sono decisi: occupare le scuole per creare spazi di partecipazione e democrazia reale, per contestare ancora una volta la situazione critica della scuola, che si vede inserita in un contesto di privatizzazioni di beni e tagli ai diritti globale.
Occupare le scuole per sbloccare la città. Ma la città questa notte non era solo bloccata: era stata trasformata in una caserma militare a cielo aperto. Ronde di polizia a partire da notte fonda (intorno all’1!! ) che sono durate fino a tarda mattinata. Tutta la città, ed in particolare le zone circostanti le scuole erano presidiate, sorvegliate, quasi blindate.
Torce, volanti, divise: questo era lo scenario che ci si è presentato davanti agli occhi.
Abbiamo deciso allora a maggior ragione, indignati dell’uso improprio del controllo, e del clima di repressione, di prenderci gli spazi che ci spettano e di rendere veramente nostre le scuole, mettere in pratica e comunicare con tutti i contenuti delle nostre assemblee: dimostrare che noi studenti non sopportiamo più la situazione in cui viene ridotta la scuola e che soprattutto siamo parte di quel 99% che era in piazza il 15 ottobre, quel 99% che non decide più niente del suo presente e tantomeno del suo futuro, che è soggetta a quell’1% di manager e banchieri che decidono sul destino di tutti. E che ora dice basta.
Abbiamo provato a entrare in 12 scuole su 17. Ora, 13.00 solamente una scuola, liceo scientifico di lingua slovena Preseren è ancora occupata. Siamo stati sgomberati tutti, dopo una mattina di resistenza. Siamo stati sgomberati con la forza. Un intervento da parte della polizia, digos e perfino dei pompieri mirato in ogni singola scuola ha costretto gli studenti ad uscire o tornare in classe. Ci siamo trovati davanti ad una vera e propria repressione, in linea con le scelte politiche del nostro governo prese ormai da decenni, una repressione che ancor più si è scatenata nelle ultime settimane, usando strumentalmente come pretesto i fatti accaduti a Roma il 15 ottobre.
Il liceo scientifico Oberdan è stato quello sgomberato per primo: sono state rotte le catene poste dagli studenti, ed è stata forzata la porta principale. Lo stesso è stato fatto al liceo scientifico Galilei, all’istituto Max Fabiani, all’istituto professionale di elettrotecnica Galvani, agli istituti professionali Da Vinci e Sandrinelli e al liceo classico Petrarca dove gli studenti sono riusciti a resistere per qualche ora in più serrati all’ultimo piano della scuola. Nell’istituto nautico e del Carli gli studenti sono stati perfino costretti a pulire la scuola nonostante ci fossero stati dentro solo poche ore, il liceo classico Dante e il liceo sociopsicopedagocico Carducci hanno convocato un’assemblea straordinaria ma sono stati costretti, come tutti gli altri istituti, a limitarsi ad autogestire le scuole.
Ma lo scenario più brutto e più grave che abbiamo visto è stato quando due ragazzi dell’istituto Galvani sono stati spintonati e quasi picchiati da poliziotti perché si rifiutavano di uscire da scuola. Questo è vergognoso.
Questo intervento repressivo è stato voluto anche dai dirigenti scolastici che già l’altro anno si sono dimostrati contrari alla protesta e che quest’anno, nella settimana precedente, hanno chiamato polizia e digos davanti alle scuole per “controllare” la situazione.
Ci hanno buttato fuori dalle scuole, ma siamo decisi a rilanciare con forza le nostre rivendicazioni ed a continuare la mobilitazione: questo sistema internazionale è in crisi e siamo convinti che sia giunto il momento di riappropriarci dei nostri beni e dei nostri diritti, che troppe volte ci sono stati portati via, a partire dalla conoscenza. Siamo decisi a continuare la nostra protesta e a non fermarci.
Ci hanno buttato fuori dalle scuole: ora noi ci prendiamo tutta la città!
Gli studenti, dopo la giornata partecipata del 7 ottobre, dopo aver autorganizzato pullman diretti a Roma per la giornata internazionale di protesta del 15 ottobre contro la dittatura della finanza, hanno deciso di continuare a manifestare occupando le scuole della città. Un mese di assemblee di centinaia e centinaia di studenti coordinate tra i vari istituti, assemblee interne ad ogni scuola, in cui gli studenti hanno producono documenti e piattaforme rivendicative. Gli studenti sono decisi: occupare le scuole per creare spazi di partecipazione e democrazia reale, per contestare ancora una volta la situazione critica della scuola, che si vede inserita in un contesto di privatizzazioni di beni e tagli ai diritti globale.
Occupare le scuole per sbloccare la città. Ma la città questa notte non era solo bloccata: era stata trasformata in una caserma militare a cielo aperto. Ronde di polizia a partire da notte fonda (intorno all’1!! ) che sono durate fino a tarda mattinata. Tutta la città, ed in particolare le zone circostanti le scuole erano presidiate, sorvegliate, quasi blindate.
Torce, volanti, divise: questo era lo scenario che ci si è presentato davanti agli occhi.
Abbiamo deciso allora a maggior ragione, indignati dell’uso improprio del controllo, e del clima di repressione, di prenderci gli spazi che ci spettano e di rendere veramente nostre le scuole, mettere in pratica e comunicare con tutti i contenuti delle nostre assemblee: dimostrare che noi studenti non sopportiamo più la situazione in cui viene ridotta la scuola e che soprattutto siamo parte di quel 99% che era in piazza il 15 ottobre, quel 99% che non decide più niente del suo presente e tantomeno del suo futuro, che è soggetta a quell’1% di manager e banchieri che decidono sul destino di tutti. E che ora dice basta.
Abbiamo provato a entrare in 12 scuole su 17. Ora, 13.00 solamente una scuola, liceo scientifico di lingua slovena Preseren è ancora occupata. Siamo stati sgomberati tutti, dopo una mattina di resistenza. Siamo stati sgomberati con la forza. Un intervento da parte della polizia, digos e perfino dei pompieri mirato in ogni singola scuola ha costretto gli studenti ad uscire o tornare in classe. Ci siamo trovati davanti ad una vera e propria repressione, in linea con le scelte politiche del nostro governo prese ormai da decenni, una repressione che ancor più si è scatenata nelle ultime settimane, usando strumentalmente come pretesto i fatti accaduti a Roma il 15 ottobre.
Il liceo scientifico Oberdan è stato quello sgomberato per primo: sono state rotte le catene poste dagli studenti, ed è stata forzata la porta principale. Lo stesso è stato fatto al liceo scientifico Galilei, all’istituto Max Fabiani, all’istituto professionale di elettrotecnica Galvani, agli istituti professionali Da Vinci e Sandrinelli e al liceo classico Petrarca dove gli studenti sono riusciti a resistere per qualche ora in più serrati all’ultimo piano della scuola. Nell’istituto nautico e del Carli gli studenti sono stati perfino costretti a pulire la scuola nonostante ci fossero stati dentro solo poche ore, il liceo classico Dante e il liceo sociopsicopedagocico Carducci hanno convocato un’assemblea straordinaria ma sono stati costretti, come tutti gli altri istituti, a limitarsi ad autogestire le scuole.
Ma lo scenario più brutto e più grave che abbiamo visto è stato quando due ragazzi dell’istituto Galvani sono stati spintonati e quasi picchiati da poliziotti perché si rifiutavano di uscire da scuola. Questo è vergognoso.
Questo intervento repressivo è stato voluto anche dai dirigenti scolastici che già l’altro anno si sono dimostrati contrari alla protesta e che quest’anno, nella settimana precedente, hanno chiamato polizia e digos davanti alle scuole per “controllare” la situazione.
Ci hanno buttato fuori dalle scuole, ma siamo decisi a rilanciare con forza le nostre rivendicazioni ed a continuare la mobilitazione: questo sistema internazionale è in crisi e siamo convinti che sia giunto il momento di riappropriarci dei nostri beni e dei nostri diritti, che troppe volte ci sono stati portati via, a partire dalla conoscenza. Siamo decisi a continuare la nostra protesta e a non fermarci.
Ci hanno buttato fuori dalle scuole: ora noi ci prendiamo tutta la città!
February 2012
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