Movimento Studentesco Udine: Movimento Studentesco Udine

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Csa Udine: Azione Dimostrativa Su Stabili In Abbandono

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chicco 
- 2010-07-20 - 0 comments

CSA Udine: azione dimostrativa su stabili in abbandono

http://nordest.indy....scalo-nuovo.jpg

(->Gli altri 7 edifici)

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Il 19 Luglio, ad oltre sette mesi dallo sgombero, il Centro Sociale Autogestito di Udine ha compiuto un'azione dimostrativa evidenziando con striscioni otto tra i numerosi edifici che si trovano da anni in stato di totale abbandono.

Gli spazi vuoti non mancano ! Ma evidentemente si preferisce abbandonarli al degrado piuttosto che adibirli ad attività utili per la collettività.

Così lo sgombero ha riconsegnato al degrado quell'edificio di via Scalo Nuovo che il CSA aveva sottratto all'abbandono, pulito (sei camion di detriti portati via) ed adibito a contenitore di una ampia attività musicale, culturale, sociale e politica autogestita. Le gelate invernali hanno prodotto la rottura dei tubi dell'acqua ed il cortile sta rapidamente tornando alla condizione di discarica abusiva in cui si trovava prima del 2 giugno 2006.

Rivendichiamo con forza la riapertura di uno spazio autogestito contro la mercificazione e omologazione della cultura e contro una politica ridotta a bassa gestione di interessi personali e clientelari!

Confronto assembleare, sensibilità libertaria, musica autoprodotta, lotta alle droghe pesanti e occhio critico a quelle leggere, antimilitarismo, ecofemminismo, valorizzazione della lingua e della cultura friulana, ecologia sociale, radicamento nelle lotte del territorio e nella difesa dell'ambiente sono stati in questi anni i cardini dell'azione del CSA e continueranno ad esserlo in futuro.

La nostra lotta non si ferma !

Centro Sociale Autogestito
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Notte Di Fuoco E Rivolta Nel Cie Di Gradisca

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BeneBene 
- 2010-07-19 - 1 comments

http://www.autistici...acerie/?p=27845
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Paesi Baschi: Azione Diretta Contro Il Tav

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StrawberryFields 
- 2010-07-02 - 0 comments

Fonte: http://informa-azion...cati_in_miniera

1 luglio 2010

La scorsa notte 4 persone si sono barricate all'interno dei tunnel delle vecchia miniera di Itsasondo nei Paesi Baschi (dalla parte spagnola), per “fermare la costruzione del linea ferroviaria ad alta velocità” e denunciare “il modello sociale di cui questi cantieri sono solo la facciata”, chiedendo esplicitamente la “cessazione immediata” delle trivellazioni in atto nell'area.

“Siamo coscienti degli elevati rischi. Siamo scesi in profondità per rafforzare con i nostri stessi corpi questa terra. Siamo barricati dentro le miniere per difendere le nostre idee e denunciare l'insensatezza di chi detiene il potere. I nostri corpi sono le nostre armi, e l'azione diretta il nostro percorso”.

Questo un estratto di quanto dichiarato dai quattro riguardo il loro atto di resistenza. Il comunicato è stato fatto pervenire ai media da altri oppositori alla mega infrastruttura, nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati inoltre evidenziati i pericoli connessi al tunnel di Ordizia-Itsasondo.

Hanno riferito che solo uno, dei 37 sondaggi e carotaggi previsti prima di iniziare i lavori, è stato realmente realizzato.

Gli attivisti hanno spiegato che i cantieri stanno sono all'opera a Mariaratz,
Olaberria, San Martin, Berostegi e Itsasondo. “Qui vicino, nel cantiere di Mariaratz, ci sono ogni giorno esplosioni che distruggono la terra e tutto quello che vi è sopra. E' altamente probabile che le miniere collassino se sceglieranno di continuare con gli scavi e le detonazioni, mettendo così a rischio la vita di quattro persone. Domandiamo quindi l'immediata interruzione dei lavori in atto”.

Gli attivisti invitano a partecipare agli incontri che hanno luogo ogni giorno dalle 19.30 nell'area di Itsasondo, ai cortei indetti per venerdì in varie località, e alla grande marcia che partirà domenica alle 17.00 dalla piazza di Ordizia.

Diffondete il più possibile la notiza e le pratiche di solidarietà!
Che l'azione di questi quattro compagni non resti isolata!

per info:

http://www.sindominio.net/ahtez/?q=es

http://www.avatarthe...tion.com/en/gal
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Nuova Sede Del Movimento Studentesco Di Udine In Esilio

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chicco 
- 2010-06-30 - 0 comments

Il Movimento Studentesco di Udine è lieto di informare che ogni giovedi ci riuniremo nella nuova sede situata all'interno dell'università, in palazzo Antonini, dalle 15.00 in poi.

Puoi chiedere in portineria indicazioni su come raggiungere la stanza che si chiama "stanza sindacati".

Mappa

ecco una foto di palazzo Antonini con l'ingresso: Link
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San Giorgio: Festa Degli Indiani 9-10 Luglio

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chicco 
- 2010-06-25 - 0 comments

http://www.info-acti...tid=3:newsflash
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Boom Boom Kid European Tour Con I Distorti (Ud) A Rivignano Domenica 27 Giugno Imperdibileeeeeeee

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BeneBene 
- 2010-06-21 - 4 comments

TORNA IL PIBE ESPLOSIVOOO
DIRETTAMENTE DA BUENOS AIREEESS l'ex FUN PEOPLE!
CON IL SUO PUNK ROCK CHA CHA CHA

BOOM BOOM KID!!!

IN TRE IMPERDIBILI DATE

27 GIUGNO 2010
Boom Boom Kid + Distorti (flowerpowerpunk da Udine)
@ CSA di Udine in esilio meets ASS.TROIS
via Umberto I 1
Rivignano, Udine
Italy

29 GIUGNO 2010
Boom Boom Kid + KULTUR SHOCK (head liners)
@ GALA HALA
Metelkova Mesto
Ljubljana
(SLO)

30 GIUGNO 2010
Boom Boom Kid + surprise
@ AKC MEDIKA
Zagreb
(HR)


volantino qui che non riesco ad attaccarlo ...
http://www.info-acti...erti_giugno.jpg
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Critical Mass!

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jahda 
- 2010-06-15 - 0 comments

preso da
http://nordest.indy....e.net/node/1573

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CRITICAL MASS!

Udine oggi. Traffico nelle strade, smog, aria calda e puzzolente, motori rabbiosi che vibrano nel cervello, urla di automobilisti in eterno ritardo.
Questa è la società dell'automobile, del petrolio e della guerra.

Contro l'AUTO-distruzione, per una città più verde e vivibile, per una cultura nuova dove la sostenibilità ambientale e sociale vengano prima del profitto e del "progresso"

SABATO 19 GIUGNO
ore 17
Piazza Libertà - Udine

Porta una bici e i tuoi amici!

CICLISTI FURIOSI
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Gli Eroi Delle Balene Rischiano La Galera

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Betta 
- 2010-06-12 - 0 comments

http://www.greenpeac...ttivisti-balene


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International — Junichi e Toru - i nostri due attivisti giapponesi conosciuti come i Tokyo Two - rischiano un anno e sei mesi di prigione per aver denunciato la grave corruzione nascosta dietro il programma di caccia alle balene in Giappone. Cercano di punire ingiustamente chi si batte per salvare le balene!

In quarant'anni di storia di Greenpeace è il periodo di carcere più lungo mai richiesto per un nostro attivista. Un anno e sei mesi di carcere è la pena richiesta oggi dal pubblico ministero della corte del Distretto di Aomori durante l'ultimo giorno di un processo iniziato a febbraio. Gli attivisti sono stati accusati di furto dopo aver intercettato scatole con carne di balena proveniente dal programma di caccia baleniera e destinate al mercato nero.

Junichi e Toru avevano utilizzato questa carne per denunciare la corruzione del sistema e chiedere un'indagine ufficiale. È assurdo che ora rischiano di finire in galera. Secondo diversi esperti di diritti umani, questo caso è stato mosso esclusivamente da ragioni politiche e rappresenta un altro esempio di come sempre più spesso a livello globale le autorità utilizzino la legge per zittire dissensi imbarazzanti.

A giugno 2008, i Tokyo Two hanno già subito un arresto di 26 giorni in completa violazione di una serie di diritti umani, come riconosciuto dal Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC). Il verdetto finale della Corte dovrebbe esserci a settembre.

La richiesta dell'accusa arriva proprio nella Giornata mondiale degli Oceani e in un momento cruciale per la protezione delle balene. Si aprirà, infatti, tra due settimane ad Agadir la riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC). Purtroppo sul tavolo delle negoziazioni è presente una proposta che rischia di compromettere la moratoria.

Paesi come il Giappone che da anni la eludono con la scusa della caccia per ragioni scientifiche, potrebbero vedersi legittimare delle quote e avere l'autorizzazione per cacciare specie in pericolo. Solo una decisa azione diplomatica dei Paesi che dicono di essere contro la caccia baleniera - come l'Italia - potranno garantire che questo incontro non si risolva in un ennesimo fallimento.

È ora che si ponga fine alla caccia commerciale alle balene e si avvii finalmente il processo di "modernizzazione” della Commissione il cui ruolo deve essere quello di tutelare le balene e non di legittimarne l'uccisione.
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Chiuso Il Cie Di Crotone

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StrawberryFields 
- 2010-06-11 - 0 comments

http://www.autistici...acerie/?p=27767

Dopo Caltanissetta, Crotone

Dopo quello di Caltanissetta, ha chiuso anche il Cie di Crotone. Vi avevamo parlato, a metà aprile, di un grosso trasferimento di reclusi da lì verso il Cie di Torino causato forse da lavori di rassettamento in vista della visita di qualche pezzo grosso. E un pezzo grosso in effetti a Crotone c’è andato in quei giorni: il prefetto Mario Morcone, che al tempo era al Dipartimento per l’immigrazione del ministero degli Interni, ha visitato il Centro e ha deciso di farlo chiudere perché, rivolta dopo rivolta, oramai era diventato completamente inagibile. Doveva essere un affare di poche settimane, ma ora è uscita la notizia che rimarrà chiuso fino a settembre. Mettete nel conto, poi, anche i Centri di Lamezia Terme e di Trapani, che il Viminale si è impegnato a chiudere entro la fine dell’anno, e avrete un quadro sintetico e concreto di ciò che un anno e mezzo di lotta dei reclusi (dalla grande rivolta di Lampedusa in poi) è riuscita a produrre. E noi, da fuori, ne siamo stati all’altezza?

macerie @ Giugno 10, 2010
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Proiezione Comando E Controllo Sulla Protezione Civile A L'aquila

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chicco 
- 2010-06-09 - 1 comments

link iniziativa: http://www.info-acti...ltime&Itemid=54

Il Centro Sociale Autogestito di Udine in Esilio...
organizza la proiezione di:
COMANDO e CONTROLLO
un film di Alberto Puliafito

MARTEDI 15 GIUGNO 2010
ORE 21.00
presso il Bar
"Da Adri e Lully"
via Torino 55
Paderno, Udine

ALLA PROIEZIONE SARA' PRESENTE IL REGISTA
L'ingresso è gratuito, essendo il film completamente AUTOPRODOTTO, ogni offerta è gradita.

qualche link interessante
http://www.shockjour...og/?page_id=182 (sul documentario Comando e Controllo)

http://www.collettivo99.org/ (sulla ricostruzione possibile)

http://contrastiurba...w=article&id=36 (fotografie post sisma)

http://stazionemir.wordpress.com/ (blog di un ragazzo aquilano molto attivo)

http://ipsnotizie.it...php?idnews=1607 (l'esperienza di un paese auto(ri)costruito)

http://www.anno1.org/home (un anno dopo: iniziative a L'Aquila)

http://www.croceviat...oardo-puglielli (interessante approfondimento, L'Aquila tra shock ed educazione)
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Presidio Contro Il Folle Terrorismo Di Stato Israeliano - Udine

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chicco 
- 2010-06-04 - 0 comments

http://csascalonuovo...mobilitazioni-c

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SABATO 5 GIUGNO IL CSA PARTECIPA ALLE MOBILITAZIONI

DI TRIESTE: CONTRO LA SANATORIA TRUFFA A FIANCO DEGLI IMMIGRATI (p. Ponterosso dalle 18,30)

DI UDINE: CONTRO IL FOLLE TERRORISMO DI STATO ISRAELIANO (p. Lionello di fronte al Municipio dalle 17,30)

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Solidarieta' Agli Studenti Denunciati - giugno 2010

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chicco 
- 2010-06-02 - 0 comments

SOLIDARIETA' AGLI STUDENTI DENUNCIATI

L'anno scolastico 2008/2009 era iniziato con uno scontento generale di studenti, professori, universitari e personale ATA a causa dei tagli e delle riforme che hanno ormai inevitabilmente cambiato (in peggio) tutti gli istituti di istruzione dalle scuole elementari alle università.
In quel periodo ci furono manifestazioni, autogestioni, occupazioni ed altre forme di protesta in tutta Italia.
Anche a Udine studenti e professori organizzarono varie forme di protesta. Oltre alle molteplici manifestazioni ci fu l'occupazione al Sello e l'autogestione al Malignani e al Copernico; anche noi, un gruppo di 30 studenti del Marinelli, decidemmo di occupare parte dell'istituto ma di lasciare agibili la maggior parte delle strutture per chi volesse prendere parte all'autogestione che era stata programmata grazie alla nostra sensibilizzazione all'interno della scuola sui problemi relativi alla riforma. Mentre nessun altro in tutta Italia ha subito ripercussioni per le proteste attuate, un anno dopo quei giorni di lotta, due ragazzi, due nostri compagni di scuola, sono stati condannati a 15 giorni di carcere (commutati in euro 570 di multa) con l'accusa di avere occupato la scuola alcune ore!
Nessuno si aspettava un provvedimento del genere, che ha preso di sorpresa non solo gli studenti, ma anche i professori e il preside. Quest’ultimo aveva anche mandato una lettera alla questura chiedendo di non prendere provvedimenti.
Purtroppo la questura ha deciso di agire comunque...
Anche secondo alcuni senatori la condanna era un'evidente esagerazione quindi mandarono un'interrogazione parlamentare al ministro Gelmini che fin'ora non ha avuto risposta.
I due ragazzi, con l'appoggio del movimento studentesco, dei genitori e con l'aiuto dell'avvocato si sono opposti alla condanna e oggi 3 giugno 2010 saranno presenti alla prima seduta del processo.
Noi studenti che li abbiamo sostenuti nella lotta ci sentiamo tirati in causa e li appoggiamo.



MarinelliMaRibelli. - Collettivo Sparta


f.i.p. Via Scalo Nuovo 13, Udine 02/06/2010
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Bella Ciao Al Ministero

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Betta 
- 2010-06-02 - 0 comments

http://www.repubblic...60/?ref=HRER2-1


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"Bella ciao" al ministero

alunni censurati dalla preside
Fuori programma di una scuola media. La dirigente scolastica: deplorevole, si scusino. Il Pd: lei offende la Resistenza
di LAURA MARI

ROMA - A fine concerto, pensando di fare cosa gradita, hanno improvvisato le note di "Bella Ciao" davanti ai rappresentanti del ministero dell'Istruzione. Ma il fuori programma degli studenti di una scuola media di Roma ha scatenato la reazione indignata della preside. E il Pd insorge, con un'interrogazione parlamentare, contro la dirigente scolastica, sostendo che ""Bella ciao" è un simbolo dei valori che stanno alla base della nostra convivenza civile, della nostra costituzione, della nostra Repubblica nata dalla Resistenza".
Protagonisti dell'episodio sono gli alunni dell'istituto Giuseppe Gioacchino Belli. Gli studenti che compongono l'orchestra della scuola, il 27 maggio sono stati invitati ad esibirsi alla presenza del sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza, del capo della segreteria del ministro, Pasquale Capo, e di due direttori generali del ministero. Al termine del concerto, i ragazzi hanno deciso di concedersi un fuori programma e hanno accennato le note di "Bella ciao". L'iniziativa non è piaciuta alla preside dell'istituto Belli, che in una lettera inviata a tutti i docenti, agli alunni e alle famiglie, ha espresso la sua amarezza per quello che definisce "un atto deplorevole, di certo non una semplice ragazzata".

Una reazione contro cui polemizzano i deputati Pd Maria Coscia e Walter Verini, che in un'interrogazione al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini chiedono quali provvedimenti intenderà prendere il ministro contro la preside.

Nella lettera, la dirigente dell'istituto Belli ha rimproverato gli alunni sottolineando che "non vanno mai dimenticati i doveri verso chi ospita, a cui ci si deve rapportare con rispetto". Parole che hanno sorpreso a loro volta genitori e alunni. La preside però è convinta che il suo richiamo sia stato doveroso. "Sollecito gli adulti a scusarsi - ha scritto nella lettera - e far capire agli studenti che, se è giusto e importante esprimere le proprie convinzioni, è altrettanto giusto e importante non assumere iniziative che travalicano i limiti del rispetto delle persone, della correttezza e del buon gusto".

(02 giugno 2010)
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Comunicato Studenti Del Marinelli - 3 Giugno 2010

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chicco 
- 2010-06-01 - 1 comments

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Nell' autunno del 2008 tutta l' Italia era scossa dalle mobilitazioni studentesche per opporsi alla riforma scolastica del ministro Maria Stella Gelmini e contro i tagli del ministro Tremonti.

Il 30 ottobre a Udine si svolgeva un imponente manifestazione (con più di 3000 studenti da tutta la provincia) per una scuola migliore, libera dai tagli e dal controllo del denaro. In quei giorni l'Istituto Sello rimase occupato tre giorni, mentre furono autogestiti l'istituto Malignani e il liceo Copernico.

Ad un anno di distanza e nonostante una lettera del preside del liceo Marinelli che chiedeva alla questura di non prendere provvedimenti, apprendiamo che due ragazzi del medesimo liceo sono stati condannati con l'imputazione di interruzione di pubblico servizio e di violenza privata a 15 giorni di carcere, commutati in una multa di 570 euro ciascuno.

I maggiorenni hanno presentato ricorso (con conseguente innalzamento della pena a 30 giorni commutabili con più di 1000 euro di multa) ed il 3 giugno si terrà la prima udienza. Riteniamo noi studenti che la condanna sia spropositata e ci sembra evidente l'intento repressivo di questo atto che vuole bloccare qualsiasi forma di dissenso.

Con questo comunicato vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai ragazzi condannati e cogliamo l'occasione per segnalare il corteo in loro sostegno che si terrà a Udine il 3 giugno con partenza alle 8:15 da piazzale Cavedalis.

Collettivo Marinelli ma ribelli


Firmato da

Neoateneo - Lista studentesca universitaria
Movimento Studentesco
Collettivo Makhno
Collettivo Sello
Gli studenti degli istituti Zanon e Copernico
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Israele, Assalto Alla Nave Dei Pacifisti. Morti 10 Attivisti

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chicco 
- 2010-05-31 - 3 comments

http://www.unita.it/...morti_attivisti

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Israele, assalto alla nave dei pacifisti. Morti 10 attivisti
di Arturo Marzanotutti

"La democrazia non si costruisce sui cadaveri degli attivisti”. E’ questo uno degli slogan più scanditi della manifestazione che si è appena conclusa a piazza Francia, a Gerusalemme ovest, per protestare contro l’attacco della marina israeliana alla “flottiglia della libertà”, impegnata a portare aiuti umanitari alla striscia di Gaza.

Circa duecento i partecipanti. Un numero più grande del solito. Maggiore rispetto alla ventina scarsa di donne in nero che da anni, ogni venerdì, proprio in questa piazza, manifestano contro l’occupazione israeliana dei territori occupati palestinesi. Maggiore anche del numero che normalmente caratterizza le manifestazioni che la sinistra israeliana organizza a Gerusalemme. «E pensare», dice Lior, architetto quarantenne che abita a poca distanza dalla piazza, «che ci sono anche altre manifestazioni in contemporanea, a Haifa, a Tel Aviv e ad Ashdod. Il fatto è che, davanti a un episodio del genere, non si può restare indifferenti. Anche io, che non partecipo spesso a manifestazioni, ho deciso di venire».

Alcuni dei giovani, degli adulti e degli anziani che si sono ritrovati in piazza stasera sono gli stessi che ogni venerdì, da qualche mese a questa parte, partecipano al corteo che dal centro di Gerusalemme ovest si muove verso Sheik Jarrach, a Gerusalemme est, per testimoniare contro l’espropriazione di case palestinesi da parte di Israele. Oltre a loro, c’erano i ragazzi con le magliette “Free Gaza”, le donne in nero, i giovani di chadash, il partito comunista israeliano, l’unico ad essere misto arabo-ebraico. Una bandiera palestinese, alcune bandiere rosse, varie kefieh e tanti cartelli: “Stop all’occupazione”, “Stop all’assedio di Gaza”, “Oggi è un giorno di lacrime”. E poi tante candele, a ricordare le vittime di oggi, a testimoniare l’ennesimo giorno doloroso per Israele e per la Palestina, l’ennesimo episodio di violenza che coinvolge questa terra.

«Non è stata una sorpresa l’attacco israeliano. Me lo aspettavo» dice Eial, uno dei partecipanti alla manifestazione che lavora in un’organizzazione non governativa israeliana. «E’ la dimostrazione che Israele continua a fare quello che vuole, impunemente. E’ una politica miope, basata solo sulla forza, senza alcuna prospettiva per il futuro». «Una politica», aggiunge Anat, studentessa universitaria, «che la comunità internazionale deve fermare. L’unione Europea, per esempio, deve fare un’inchiesta, autonomamente, imponendola ad Israele. E, una volta chiarite le responsabilità, deve procedere per via legale contro i responsabili. Non esistono alternative. Solo in questa maniera il governo israeliano sarà costretto a cambiare politica».

I tamburi e gli slogan si interrompono per un minuto di silenzio, per commemorare gli attivisti che, ancora una volta, hanno pagato con la vita la loro testimonianza di pace e giustizia. Dalle macchine che scorrono accanto alla manifestazione si sentono ancora meglio le urla e i commenti indignati della gente. «Perché non manifestate a favore di Gilat Shalit?». «Perché non capite che Hamas è un’organizzazione terroristica!».

«E’ molto doloroso quello che sta accadendo a Gilad Shalit», ci dice Zeev, anche lui studente all’università. «Anche io ho fatto il militare e tutti qui sanno cosa significhi per la società israeliana un soldato catturato. Ma il comportamento del governo israeliano non serve a nulla. Trattare così un milione e mezzo di persone è un atto terroristico, esattamente come quelli che compie Hamas. Impedire, poi, l’arrivo degli aiuti umanitari come è accaduto oggi è un atto criminale e vergognoso».

«Vorrei andarmene da qui. Lo penso spesso ed è molto triste». A dircelo è Yael, insegnate di ebraico a Gerusalemme. Lei, come molti altri, è arrivata dalla Russia nel 1992, a quattro anni. «Questo è il mio paese, ma mi sento sempre più tradita dalla sua politica. Il motivo principale per cui rimango qui è che credo sia fondamentale continuare a combattere per una politica alternativa a quella che fa il governo Netanyahu. Venire qui è un dovere morale: il mondo deve sapere che esiste anche un’altra Israele, una società civile che non intende stare a guardare il proprio paese mentre viene trascinato nel baratro da questo governo».

Viene da chiedere che cosa continui a spingere i membri di Shalom Achshav [Pace adesso], anche loro in piazza questa sera, a manifestare ancora, a quasi trent’anni dalla guerra in Libano, a dieci dallo scoppio della seconda intifada. «Siamo lo zoccolo duro della sinistra israeliana, e vogliamo essere la coscienza critica del paese», ci dice Barbara, americana immigrata negli anni Settanta. «Anche stasera sono qui, come faccio spesso, perché continuo a credere in un messaggio di non-violenza che riesca cambiare Israele e la Palestina». Anche lei, perciò, si unisce allo slogan “arabi ed ebrei rifiutano di essere nemici”, urlato più volte nell’arco della manifestazione, quasi con rabbia. Probabilmente, viene da pensare, perché è davvero faticoso scendere in piazza ancora una volta, per provare a cambiare la realtà di un conflitto che sembra solo destinato a peggiorare.
31 maggio 2010



http://roma.indymedia.org/node/20962

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Reporter italiano rifiuta rimpatrio, vuole iter giudiziario

Manuel Zani, reporter freelance al seguito della flotta delle Ong, ha rifiutato il rimpatrio immediato in italia e ha scelto di rimanere in Israele: per lui si prospetta la detenzione, ma anche la possibilità di iniziare un iter giudiziario di approfondimento su quanto è accaduto la notte scorsa al largo di Gaza. E' stato il ministero degli Esteri a comunicare la notizia alla famiglia del reporter a Longiano, in provincia di Forlì-Cesena.




http://roma.repubbli...545/?ref=HREA-1

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LE NAVI DELLA PACE
Un regista romano sul convoglio
assaltato dalla marina israeliana
Manolo Luppichini era assieme ad altri tre italiani. E' già stato a Gaza dove ha realizzato un servizio per 'Presa diretta' di Rai3. La zia: "E' un pacifista militante, non credo alla versione israeliana"

Un regista romano sul convoglio assaltato dalla marina israeliana Manolo Luppichini in un servizio girato a Gaza


Sono quattro gli italiani a bordo della flotta umanitaria diretta verso Gaza e attaccata nella notte dalle forze israeliane. Lo ha riferito Mila Pernice, della Rete romana di solidarietà con il popolo palestinese, portavoce in Italia della missione della 'Flotta della Libertà'. Oltre alla giornalista di Infopal, Angela Lano, a bordo di una delle navi del convoglio umanitario attaccate dalla marina israeliana c'erano Manuel Zani, un free lance, Joe Fallisi, un tenore e anarchico milanese e Manolo Luppichini, un free lance e regista romano 47enne che, tra l'altro, ha collaborato con il programma 'Presa diretta' di Rai3 (per cui ha realizzato anche un servizio da Gaza), oltre ad aver realizzato documentari e cortometraggi di impegno civile come, Fratelli di Tav, sulle proteste contro l'alta velocità, Paisà - Storie di Migranti in Campania, fino all'ultimo Comando e Controllo, un documentario che racconta come si vive in uno "Stato di emergenza", a partire dall'esperienza dell'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009, con l'analisi dell'operato in deroga alle norme vigenti da parte del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

Con i quattro c'erano anche due palestinesi partiti dall'Italia: sono Muin Qaraqe e Abd El Jaber Tamimi, entrambi dell'Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp) con sedi a Genova, Milano e Roma.
Non erano invece a bordo gli altri due italiani della spedizione partiti dall'Italia ma bloccati a Cipro: l'ex senatore Fernando Rossi e la presidente dell'associazione 'Per il bene comune', Monica Benini. Mila Pernice ha parlato di "atto di criminalità assurdo e palese violazione del diritto internazionale" visto che - ha spegato - al momento dell'attacco "le navi si trovavano a 75 miglia dalla costa in acque internazionali". E ha aggiunto: "Sono pacifisti inermi e non violenti, la loro è un'azione di sostegno politico e umanitario". Un giudizio condiviso anche dalla zia di Manolo Luppichini, la signora Maria, che assieme alla madre del regista sta aspettando con ansia notizie del nipote.

Ora la flotta umanitaria, verso la quale dalla notte si sono interrotte le comunicazioni è sotto il controllo della marina israeliana. "La stanno scortando al porto israeliano di Ashdod", ha riferito Pernice, "perché lì non ci saranno giornalisti ad attenderli". L'attivista italiana ha annunciato per le 17:30 un corteo davanti agli uffici dell'Onu di piazza San Marco a Roma, sede del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo. "Ci mobiliteremo tutti", ha assicurato, "fino a che questa ennesima crisi non sarà scongiurata. Abbiamo avuto già centinaia di adesioni".

(31 maggio 2010)
Read 90 times - last comment by ersy     


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